Arimondi circle. Intersecting cultures

NEWS

AZZURRA PRIMAVERA. 100 RITRATTI OLTRE L’IMMAGINE

In mostra a Roma dal 21 marzo al 30 giugno 2024

Oltre 100 fotografie per raccontare, in occasione della sua prima mostra personale, trent’anni di lavoro e ricerca della grande fotografa romana

A cura di Cesare Biasini Selvaggi e Barbara Santoro

ArimondiCircle
via Giuseppe Arimondi 3 – Roma

Dal 21 marzo al 30 giugno 2024 Arimondi Circle presenta a Roma la prima mostra personale dedicata alla fotografa Azzurra Primavera, che ne ripercorre l’esperienza umana e professionale, con oltre 100 scatti, molti dei quali inediti. A cura di Cesare Biasini Selvaggi e Barbara Santoro, l’esposizione parte dalle fotografie che ricostruiscono la storia del teatro, del cinema, della TV degli ultimi trent’anni con i ritratti delle loro protagoniste e protagonisti, fino ai cicli di ricerca mai mostrati né pubblicati, come quelli dedicati ai rom e al World Pride del 2000 a Roma.
La mostra, promossa da Luisa Melara, presidente di Arimondi Circle, presenta organicamente Azzurra Primavera e la sua produzione fotografica di artista libera, umana, dai profondi valori sociali, attenta alla condizione degli ultimi, alle battaglie per i diritti civili: tutti temi di assoluta attualità che attraversano da sempre i suoi scatti, ribaditi oggi nello scoprirne anche quelli ancora completamente inediti.
La mostra sarà inaugurata giovedì 21 marzo con un POP aperitivo e, vista la grande passione, attenzione e i molti scatti dedicati al mondo della cucina da parte di Azzurra, gli ospiti potranno gustare un goloso risotto preparato con Riso Buono Carnaroli classico Gran Riserva dal personal chef siciliano Beppe Cacciatore, ispirato proprio ai sapori dell’isola, e un divertente street food.

Il percorso espositivo

Cinque capitoli cronologici raccontano l’evoluzione fotografica di Azzurra Primavera.
Si parte dagli esordi della seconda metà degli anni novanta, con la sezione “Un anno in camerino”, scatti inediti eseguiti nel dietro le quinte dei teatri della capitale (Eliseo, Manzoni, Argentina, Sistina, Valle, Quirino, La Cometa, Teatro dei Servi, Colosseo, Argot, Teatro dell’Orologio, Teatro Nazionale Parioli). Il progetto consisteva nel catturare le attrici e gli attori in camerino stando in disparte, come se Azzurra Primavera fosse stata invisibile. La prima a inaugurare questo ciclo è stata Mita Medici. E a seguire, tra gli altri, Enzo Garinei, Sabrina Salerno, Piera Degli Esposti, Carlo Giuffrè, Alessandro Haber, Giampiero Ingrassia, Enrica Bonaccorti, Corrado Pani, Cloris Brosca, Pamela Villoresi, Cinzia Leone, Lucia Poli, Luca Barbareschi, Massimo Ghini, Gabriele Lavia, Paola Pitagora, Pino Ammendola, Enzo Iacchetti, Sabrina Ferilli, Rodolfo Laganà, Nino Manfredi, Giorgio Albertazzi, Roberto Herlitzka, Neri Marcorè, Claudia Gerini, Gigi Proietti, Elena Sofia Ricci, Pietro Biondi, Rocco Papaleo, Kim Rossi Stuart.
Si prosegue con il ciclo “ROM/mania” espressione di una ricerca artistica che, attraverso il linguaggio fotografico, va oltre la superficie visibile, raccontando storie di vita, comunità e incontri fortuiti che hanno plasmato il percorso di Azzurra Primavera.
Questo progetto è nato verso i primi anni dieci del duemila, in modo del tutto spontaneo, nel quartiere romano di Monte Sacro (dove la fotografa vive e ha il suo studio), lungo gli argini dell’Aniene, in prossimità dell’insediamento di una comunità rom. I rom hanno iniziato col tempo a chiedere ad Azzurra di fotografarli. È stata la curiosità reciproca a stabilire tra loro un legame. Questi ritratti, che la fotografa poi provvede a stampare e a regalare ai loro protagonisti, sono motivati da un profondo spirito umanitario, concentrato su persone marginalizzate dalla società. In questo stesso ambito, si iscrivono le fotografie in mostra dedicate all’epocale World Pride ospitato a Roma quell’8 luglio del 2000, l’anno del Giubileo. Una folla inaudita (tra le 300.000 e le 500.000 persone) che arrivò da ogni parte del mondo, immortalata per frammenti dall’obiettivo di Azzurra Primavera, impegnata da sempre nella lotta per i diritti civili della comunità LGBT a fianco della storica amica e attivista Imma Battaglia. Il percorso espositivo continua con la sezione “Wanted” che mette in scena gli ultimi vent’anni di quei ritratti di Azzurra Primavera che hanno fatto la storia della fotografia italiana dello spettacolo, scatti apparsi sulle più importanti copertine di magazine italiani e internazionali, su giornali e libri, tra gli altri Sandra Milo, Stefano Bollani, Valentina Cenni, Renzo Arbore, Valentina Cortese, Barbora Bobulova, Eva Grimaldi, Imma Battaglia, Alberto Matano, Concita De Gregorio, la vincitrice del premio strega poesia Vivian Lamarque, le tre ricercatrici che hanno isolato il virus del Covid (Maria Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita e Concetta Castilletti), Sergio Castellitto, Christian De Sica, Chiara Civello, Claudio Amendola, Isabella Ferrari, Angela Luce.
La mostra presenta anche in anteprima due fotografie dell’ultimo ciclo avviato dall’artista solo a fine 2023 intitolato “L’attesa”, incentrato sul momento che precede l’ingresso degli attori di teatro in scena, quando questi sono già assorti e “in parte”. I primi due scatti esposti sono stati realizzati nel dietro le quinte del Teatro Stabile di Catania in occasione di “Anna Karenina” con la regia di Luca De Fusco e, come interpreti, Galatea Ranzi, Debora Bernardi, Francesco Biscione, Giovanna Mangiù, Giacinto Palmarini, Stefano Santospago, Paolo Serra, Mersila Sokoli e Irene Tetto.

A completare il percorso, c’è la ricostruzione della camera oscura degli esordi di Azzurra Primavera.

L’artista

Azzurra Primavera nasce a Roma e attraversa l’adolescenza con MTV e con Beautiful, sono gli anni di
Madonna. Giovanissima appostata fuori l’Hotel Excelsior, scatta le sue prime fotografie ai divi di Beautiful in visita a Roma, foto che poi rivenderà in numerose copie ai compagni di scuola. I suoi scatti dei divi di Beautiful vengono notati e pubblicati dalle riviste settimanali in voga in quegli anni. Si intrufola di straforo anche agli studi Dear di Roma, complice il presentatore della domenica Pippo Baudo colpito dalla sua tenacia. Dopo aver completato gli studi superiori al liceo classico, tenta la facoltà di scienze politiche ma, dopo un determinante “attacco di appendicite”, abbandona tutto e sceglie la sua strada: diventare una fotografa.
Muove i suoi primi passi da professionista nella seconda metà degli anni novanta frequentando il mondo del teatro romano, dove ha l’opportunità di ritrarre Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Carlo
Giuffrè, Gigi Proietti, Ernesto Calindri, Nino Manfredi e Piera degli Espositi e molti, molti altri. Oggi Azzurra Primavera porta avanti il suo lavoro quotidiano di ritrattista sempre nell’ambito dello spettacolo, in particolare nel cinema e nel teatro. È il punto di riferimento di agenti, casting e produttori. Pubblica i suoi lavori sulle principali testate nazionali e internazionali, svolgendo contestualmente la sua ricerca artistica incentrata sugli emarginati della società contemporanea e sul dietro le quinte degli spettacoli teatrali. Insieme a Giovanni Gastel, Adriano Brusaferri, Alberto Roveri e Chiara Spat, è stata giurata per il
premio Canon “Power to your Next Step Award 2013”.
Salta da un set all’altro, da un caffè all’altro, incontrando giovani e aspiranti attori, ama la Pop Art, lo
street food, impazzisce per le feste e per New York!

INFORMAZIONI

titolo mostra: Azzurra Primavera. 100 ritratti oltre l’immagine
un progetto di: Arimondi Circle
in collaborazione con: Archivio Azzurra Primavera, Roma
a cura di: Cesare Biasini Selvaggi e Barbara Santoro
allestimento: Andrea Isola
durata: 21marzo – 30 giugno 2024
apertura al pubblico: su appuntamento
sede: via Giuseppe Arimondi 3 – Roma, 4° piano
ingresso libero
per prenotazioni visite: segreteria@arimondicircle.it
per informazioni: segreteria@arimondicircle.it

Photo Azzurra Primavera


ONE CITY

È STATA INAUGURATA A ROMA LA PRIMA TAPPA DI ONE CITY, IL PROGETTO DI SENSIBILIZZAZIONE SOCIALE E RIGENERAZIONE URBANA, ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO DELLA STREET ART, CHE PUNTA A INTERCONNETTERE TUTTI I 15 MUNICIPI DELLA CAPITALE ALL’INSEGNA DEI VALORI DEL BONUS CIVIS DI CICERONE

È  stato inaugurato, in forma privata, “Valori di Strada”, il primo murales del progetto ONE CITY, al civico 5 di via Arimondi (Portonaccio), sulla facciata del Palazzo degli artisti. Alice Pasquini, street artist romana, è l’autrice dell’opera, che si estende per oltre 200 mq.

Sono felice di realizzare la prima opera di street art per il progetto ONE City: un murales di 23 x 9 metri, che ho cominciato il 15 ottobre scorso nel quartiere di Casal Bertone. La street art è per sua natura sociale, visibile da tutti, e quando le opere sono realizzate con l’intento di dare nuova vita ai luoghi e di comunicare dei valori, sono un regalo per tutta la Città. Per ONE CITY abbiamo pensato a un murales che non sia solo espressione artistica, ma che possa anche parlare alla cittadinanza, un’opera che racconti una storia e che abbia una funzione pubblica creativa. Sarà una composizione che rompe la prospettiva reale del lungo muro. Ho immaginato le storie e i pensieri che animano la Capitale. Per me rappresenta il viaggio inteso sia come fisico che fantastico. Diversi punti di vista sulla stessa città, storie di quotidianità e sogni, raccontati con l’uso di diverse prospettive e colori onirici”, è il commento di Alice Pasquini

Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato con un videomessaggio il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini: “Davvero un peccato non poter essere oggi, per questa terribile emergenza COVID all’inaugurazione di questa bellissima opera di street art.  Io credo davvero che il questo progetto sia assolutamente fantastico e intelligente per tante di ragioni. La prima è che abbiamo lavorato nel nostro Paese per molti anni, e abbiamo fatto bene, per tutelare il patrimonio artistico  e architettonico bellissimo che ci hanno lasciato le generazioni venute prima di noi. Abbiamo, sbagliando, immaginato che questo compito fosse talmente assorbente, totalizzante e prevalente da non investire allo stesso tempo in arte contemporanea, in architettura contemporanea, nelle industrie culturali e creative, in tutto ciò che è presente. Dimenticando che tutto è stato contemporaneo. Michelangelo è stato arte contemporanea, Brunelleschi è stato architettura contemporanea, Verdi o Puccini sono stati musicacontemporanea. Anzi, spesso più avanguardie; avanti rispetto al loro tempo. Abbiamo smesso di credere e investire nel grande patrimonio contemporaneo e creativo che c’è in Italia. Per questo nel Ministero abbiamo creato una direzione nuova che si chiama Creatività contemporanea sulla quale vogliamo investire, e all’interno della quale c’è arte contemporanea, architettura, fotografia, design, moda. Dentro la quale ci stiamo occupando anche di street art, un settore nuovo, fantastico, pieno di talenti che può rendere migliori le nostre città.

ONE CITY è la prima tappa del progetto di sensibilizzazione sociale e rigenerazione urbana, attraverso il linguaggio della street art, ideato e sostenuto dall’avvocato e manager d’impresa Luisa Melara.

Il progetto ONE CITY significa città unita. Abbiamo sentito l’esigenza di trovare una progettualità che possa dare speranza, costruire un futuro migliore e un presente possibile, che possa unire le diversità dei quartieri attraverso i valori identitari del popolo romano dall’antichità classica, quelli del bonus civis di Cicerone. Abbiamo ritenuto di poter esprimere questi valori attraverso la Street Art. Questa sarà la prima opera di un percorso che camminerà in tutti i 15 Municipi di Roma. Un percorso che traccerà una via, quella del buon cittadinoHo scelto la street art per il progetto ONE CITY perché è una forma di arte straordinariamente inclusiva, e con una dirompente carica pedagogica per l’individuo, per le comunità e per gli attori pubblici che governano. La street art ci ricorda di “non dimenticare”. Questo perché la filosofia della street art si è affermata nel tempo come nuova forma di attivismo per i diritti civili, come invito-partecipativo alla riflessione comunitaria, come atto di sprone per il risveglio delle coscienze, come forma di protesta per non restare in silenzio”, ha dichiarato Luisa Melara.

Il primo murales del ciclo ONE CITY è dedicato alla memoria di Ebru Timtik (1978-Istanbul, 27 agosto 2020), l’avvocatessa e attivista turca per i diritti umani, morta a fine agosto in sciopero della fame per “la giustizia. In questo caso, l’intervento di street art si è ispirato ai valori del bonus civis:humanitasabstinentiacostantia ed aequitas, perché sono quelli incarnati dalla testimonianza di vita e dall’impegno civile e professionale di Ebru Timtik.

Main partner del progetto ONE CITY è la FILLEA CGIL, rappresentata dal suo Segretario generale Alessandro Genovesi: “Siamo particolarmente contenti di associare il nostro nome all’immagine di una donna potente che si è battuta per la libertà e per i diritti di tutte le donne, non solo nel suo paese ma nel mondo. Oggi siamo qui anche per lottare con i singoli, con la nostra presenza e con l’arte per il tema della parità salariale tra uomini e donne, poiché nel nostro paese, in tempi come questi, sono prima di tutto i giovani e le donne i primi a pagare le crisi e le difficoltà”.

Il progetto è in partnership con l’Associazione Nazionale Presidi Lazio (ANP Lazio). Ogni fase realizzativa del progetto in ciascuno Municipio romano prevederà il coinvolgimento delle scuole del territorio, con una sessione formativa artistica e una sui valori del bonus civis, quest’ultima realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Roma, che di volta in volta selezionerà un giurista per condurre una lectio magistralis agli studenti sul tema.

Mario Rusconi (Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Lazio e Roma) ha affermato l’inaugurazione del progetto: “Abbiamo aderito con grande passione a questo progetto perché conosciamo l’importanza del ruolo delle scuole nella formazione dei giovani e del loro futuro, soprattutto nelle zone di periferia. Per noi è una lezione di educazione civica, che vuole ricordare sia un’avvocatessa uccisa da un regime, sia l’importanza di abbellire i nostri quartieri e le nostre scuole per garantire prospettive di bellezza.” 

È la prima volta che un progetto artistico e di educazione civica, andrà a collegare e a unire tutti i 15 Municipi della Capitale in un’unica città, in una ONE CITY. Il prossimo Municipio a ospitare la realizzazione di un nuovo murales di ONE CITY sarà il I Municipio, con inaugurazione prevista a marzo 2021

“In un momento in cui siamo costretti a passare molto tempo in casa a causa della pandemia, avere la possibilità di aprire la finestra e ammirare un’opera d’arte è una grande risposta a un periodo estremamente difficile da un punto di vista sociale, economico e psicologico. Essere qui oggi vuol dire dare una speranza e un futuro alla città e al Paese”, ha asserito Sabrina Alfonsi, Presidente del I Municipio, ricevendo il testimone della staffetta di arte e valori di ONE CITY.

“Anche in un contesto sociale e culturale come il nostro, saturo di immagini d’ogni genere, credo che l’arte possa essere un mezzo di ‘rivoluzione’ del pensiero e della visione, all‘insegna dei valori che ci ha tramandato la cultura classica, ancora più necessario nel tempo della pandemia globale che stiamo vivendo”, è il commento di Cesare Biasini Selvaggi, curatore artistico del progetto.

INFO

ONE CITY

un progetto di: Luisa Melara (Arimondi Circle) 

in collaborazione con: Fillea CGIL e Nuove Ri-Generazioni 

partner: Associazione Nazionale Presidi Lazio (ANP Lazio), Ordine degli Avvocati di Roma, Framinia services, MADEMA Italia, ASSIBRUNI srl-UnipolSai, BE C curious people

consulenza artistica: Cesare Biasini Selvaggi

coordinamento progetto: Barbara Santoro

referenze fotografiche: Azzurra Primavera

segreteria organizzativa: Ella Sartori, Valeria Palazzi

riprese tv: Giovanni Stella

website: www.arimondicircle.it

IG @arimondicircle  facebook/arimondicircle

Una casa d’arte

NATA A ROMA, NEL QUARTIERE DI PORTONACCIO, UN’INEDITA PIATTAFORMA RELAZIONALE, NON VIRTUALE, DI INNOVAZIONE SOCIALE.
Si tratta di un ArtCityLab dedicato alla promozione di un ruolo attivo, integrato e necessario della Cultura e delle Arti in tutti gli ambiti della società contemporanea, per la rigenerazione dei luoghi, l’innovazione industriale sostenibile e per nuove politiche sociali.
UN LUOGO CONCEPITO PER LEGGERE E INTERPRETARE LE COMPLESSITÀ DEI NOSTRI TEMPI, PER AFFRONTARNE LE SFIDE E COGLIERNE LE OPPORTUNITÀ.


The project

ARIMONDI CIRCLE vuole essere una piattaforma non virtuale, un ecosistema di relazioni, in cui, attraverso la condivisione del pensiero e l’osmosi delle competenze più eterogenee della società civile, si immaginano, si studiano e si realizzano progetti e azioni di valore condiviso verso il bene comune, mettendo al centro le comunità e le esigenze delle persone.

ARIMONDI CIRCLE è un innovativo hub relazionale di innovazione sociale, sul terreno della cultura, per contribuire a una visione che si può definire di welfare culturale. Ovvero delle interazioni sistematiche e degli impatti della cultura e delle arti con la sostenibilità ambientale-economica-sociale, la coesione delle comunità, l’innovazione, l’empowerment delle personee il loro ben-essere psicofisico.

Si tratta di un ArtCityLab della Capitale dedicato alla promozione di un ruolo attivo, integrato e necessario della cultura e delle arti in tutti gli ambiti della società contemporanea, per la rigenerazione dei luoghi, l’innovazione industriale sostenibile e per nuove politiche sociali. Un luogo concepito per leggere e interpretare le complessità dei nostri tempi, per affrontarne le sfide e coglierne le opportunità.

Condividere per generare valore, è questo pertanto il principio ispiratore di ARIMONDI CIRCLE, nato dall’idea di tre amici: Luisa Melara, Barbara Santoro e Cesare Biasini Selvaggi, animati da un unico obiettivo comune: quello di offrire un proprio, concreto contributo, moltiplicando forze e punti di vista, alla costruzione di una comunità aperta, inclusiva e sostenibile,orientata al miglioramento della qualità della vita per tutti.

Situato ai confini del popolare quartiere romano di Portonaccio, ARIMONDI CIRCLE è un sapiente esempio di riconversione di spazi industriali che affonda le proprie radici nella storia di un luogo, denso di memoria artistica, creatività e contaminazioni culturali.


EXHIBITIONS

ARCHIVE

Exhibit #1
Roma, 25 ottobre 2019 – 25 gennaio 2020
Rome, October 25, 2019 – January 25, 2020

Protagonisti del primo progetto di apertura, Exhibit #1 di ARIMONDI CIRCLE

14 artisti emergenti italiani: Giuseppe Abate, Thomas Braida, Davide Bramante, Luca De Leva, Emmanuele De Ruvo, Pamela Diamante, Michele Gabriele, Silvia Giambrone, Corinna Gosmaro, Alessia Iannetti, Marta Mancini, Luana Perilli, Fabio Ranzolin, Vincenzo Schillaci.

L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con alcune delle principali gallerie di ricerca romane, allo scopo di presentare al pubblico anche il lavoro di un altro importante anello del sistema culturale, quello dei galleristi, fondamentale per il sostegno e la promozione della ricerca artistica italiana. Le gallerie coinvolte sono: ADA, Dorothy Circus Gallery, Gilda Lavia, Matèria, Monitor, Montoro12 Gallery, Studio Stefania Miscetti, The Gallery Apart, White Noise Gallery.

Un progetto di
Luisa Melara
Barbara Santoro
Cesare Biasini Selvaggi

Mostra a cura di
Cesare Biasini Selvaggi

Exhibition coordinator
Barbara Santoro

Organizzazione
Valeria Palazzi

Concept Partners


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